Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 25. (1972) - Festschrift für Hanns Leo Mikoletzky
VITTORIO, Antonio Di: Porti e porto „franco“. Un aspetto della politica commerciale austriaca nel Mezzogiorno continentale d'Italia 1707–1734
260 Antonio Di Vittorio effetti, sicché Napoli ai primi del Settecento conservava poco piu die il nome di „scala franca“ 10 11). Sta di fatto ehe in seguito ad un tale orientamento di Carlo d’Asburgo nell’aprile del 1710 11) un certo Carlo Antonio Giannelli, probabilmente toscano e comunque per lunghi anni dimorante in Livorno, si offre di andare da Barcellona, dove si trovava in quel mentre, a Pozzuoli per un sopralluogo e studiare „in loco“ l’effettiva possibilitä d’istituire in quella localita un porto franco secondo „le stesse regole introdotte dal Gran Duca di Toscana, ehe attualmente si praticano in Livorno“ 12 13). Egli anzi non si limita a questa prima e generica offerta, ma dichiara alia giunta d’ltalia in Barcellona di essere pronto alia costruzione del porto a sue spese, servendosi dei materiali e delle costruzioni die si dovessero eventualmente trovare sui posto ed aggiungendovi di suo i restanti materiali die dovessero abbisognare, come pure la mano d’opera. In cambio perö gli si dovrebbero rimborsare le spese sostenute per tale opera dai primi proventi del porto franco ed in piü concedere, con diritto di trasmissione ai suoi eredi, il posto di Provveditore della Dogana nell’istituendo porto. La Giunta d’ltalia, esaminata l’offerta del Giannelli, la considera favorevolmente, ma trattandosi di materia nuova invita il sovrano a rimettere il progetto del Giannelli al vaglio di un organismo piú specifico, quale la Giunta di Commercio, di cui proprio in quei giorni era imminente la istituzione a Napoli. Qualora tale tribunale avesse appro- vato il progetto se ne sarebbe dato il via nel piü breve tempo possibile ls). La Giunta di Commercio, istituita a Napoli il 16 maggio 1710 14), fu incaricata, prima ancora di considerare le offerte del Giannelli, di esami- nare la possibilitä e la convenienza innanzitutto di realizzare un porto franco nei dintorni di Napoli, eventualmente a Pozzuoli. A tale scopo essa si riunisce di frequente sotto la presidenza di Serafino Biscardi e con l’intervento anche di due negozianti napoletani, ma non nasconde le difficoltá ehe incontra, „solite perö incontrarsi in un negozio cosi grande“ 15), essa afferma. Tali difficoltá non sono meglio precisate, ma data la presenza di una rappresentanza di commercianti nella Giunta é lecito pensare che i mercanti napoletani temessero una eventuale concor10) Cfr. Luigi de Rosa Studi sugli Arrendamenti del Regno di Napoli (Napoli 1968) 60—61, nota 27. — Le „tratte sciolte“ riguardavano i diritti di esportazione su alcuni prodotti alimentari e derrate agricole. 11) HHStA It.-Sp. Rat, Neapel Vorträge, Nachtrag II, n. 3, doc. n. 3: Barcellona, 11 aprile 1710. is) Ibid. 13) Ibid. doc. n. 2: Barcellona, 11 aprile 1710. ii) HHStA It.-Sp. Rat, Neapel Correspondenz 15 n. 102: Napoli, 1 aprile 1711. io) Ibid.