Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 10. (1957)

ENGEL-JANOSI, Friedrich: Die Beziehungen zwischen Österreich-Ungarn und dem Vatikan von der Einnahme Roms bis zum Tode Pius IX.

334 Friedrich Engel-Janosi gezogen würden. Es tut mir gewiß sehr wehe, dem Wunsche des Erzher­zogs nicht willfahren zu können. Ich danke Seiner Majestät dem Kaiser für all das Gute, das er mir in meinem Leben erwiesen hat; ma prego, supplico Sua Maestä di perdonare ad un povero vecchio che non puö far altrimenti.“ Es ist, als ob Pius IX. in seinen letzten Lebenstagen nur mehr an das Gute, das ihm vom Hause Österreich gekommen, denken wollte, als ob alle Enttäuschungen und Konflikte seit 32 Jahren vergessen wären; aber seiner Mission, seiner Sache, „die zu vertreten meine Pflicht ist“, blieb er sich bis zur letzten Stunde bewußt; er war auch dann nicht gewillt, ein Kom­promiß einzugehen. In dieser Hinsicht schied er als ein Kämpfer. Am 7. Februar meldete Graf Paar, daß Pius IX. an diesem Abende gestorben war. Anhang I. 187 U März 7, Rom. Papst Pius IX. an Kaiser Franz Joseph I. über die Vorlage der inter­konfessionellen Gesetze im Reichsrat. Ausfertigung: Haus-, Hof - und Staatsarchiv, Kabinettsarchiv, Geheimakten Karton 23 (alt 21). Carissimo in Christo Filio Nostro Francisco Josepho Austriae Imperator! Hungáriáé Regi Apostolico etc. etc. Pius P. P. IX.0 Carissime in Christo Fili Noster, Salutem et Apostolicam Benedictionem. Nella desolazione in che da lungo tempo ci troviamo per gli adorabili disegni della divina provvidenza, e nell' amarezza che risente giornalmente il nostro animo per la guerra ingiusta e spietata mossa in questi tristissimi tempi contro la Chiesa di Gesü Cristo col pravo intendimento di distrug- gere, se fosse possibile, questa mirabile opera della eterna Sapienza, niente ci apportö tanto di tristezza e di dolore, quanto l’annunzio della proposta fatta nel Parlamento Austriaco déllé leggi cosi dette confessionali. A misurare l’intensitä del dolore cagionatoci da questo triste avvenimento, non ostante che ripetuti atti ce lo avessero di giä fatto presentire, Vostra Maestä non ha che a ricordare la gioja e la soddisfazione che nei passati anni ci avea prodotto l’atto nobile e generoso, col quale Vostra Maestä, riconoscendo i torti fatti alia Chiesa da una legislazione arbitraria ed oppres- siva, avea inaugurate un ’era novella di pace e di prosperitä pei cattolici Suoi sudditi, mediante gli accordi ehe voile prendere con Noi, in una forma solennissima, su tutti i punti toccanti i rapporti fra la Chiesa e lo State. Quest’atto eminentemente riparatorio, che edificö tutto 1’orbe Catto- lico e ehe fu accolto con plauso e con benedizioni, financo dai fedeli sparti ne’ piü remoti angoli della terra, vuolsi oggi abolire e revocare, non ostante

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