Mitteilungen des Österreichischen Staatsarchivs 1. (1948)
MAASS, Ferdinand: Vorbereitung und Anfänge des Josefinismus im amtlichen Schriftwechsel des Staatskanzlers Fürsten von Kaunitz-Rittberg mit seinem bevollmächtigten Minister beim Governo generale der österreichischen Lombardei, Karl Grafen von Firmian, 1763 bis 1770
366 Ferdinand Maaß 56. Firmian an Kaunitz, am 25. Mai 1765. Der gute Eindruck, den er vom Bischof von Como empfangen hat, hält an. Er kann allerdings den Prälaten nur bedauern, daß er ganz von Rom abhängt, wo man immer in den alten Prinzipien befangen ist. Dies gilt nicht bloß für den Kardinalstaatssekretär Torriggiani, sondern auch für den Kardinalnepoten, der mit dem französischen Botschafter einen Zusammenstoß hatte, und für den Kardinal Castelli. Concorro nella massima spiegatami da V. A. nella stimatissima sua de’ 16 corr.te sopra i sentimenti, che Le ho comunicato di monsignore vescovo di Como. Io li credo sinceri, sebbene non possa giudicare dell’interno modo di pensare, che ogn’ uno tiene nel proprio particolare, e solo conosco d’essere prelato pieno di prudenza, e che molto fa sperare di bene nell’amministra- zione di quella sua chiesa, alia quale non tralascerö di servire, e di prestarmi, semprecché mi si presenteranno le occasioni, senza mancare a quelle parti, che sono del mio dovere. Nella presentanea situazione compatisco questo prelato, perché probabilmente, deve pienamente dipendere da Roma. Io pur troppo conosco quella corte, che cammina su gli antichi principj, e giä l’A. V. sa come la pensa il sig. cardinale Torriggiani. Anche il sig. cardinal nipote, che non dev’essere di gran mente, e prende mano nel regime anche sopra del sig. card. Torriggiani, é di testa forte, ed irremovibile; anzi fra queste due cardinali sono seguiti degli alterchi. Sara d’altronde giä noto a V. A. l’avvenuto tra il sig card, nipote, ed il sig. ambasciadore di Francia intorno gli alfari di quella corona, per i quali, quantunque il sig. cardinale Torriggiani concorresse ne’suggerimenti d’esso ambasciadore, il cardinal nipote si é dimostrato renitente, e di contrario sentimento. Siccome poi il sig. cardinale Castelli ha molta influenza nelle cose, ehe riguardano il vescovato di Como, cosi questo porporato, per quanto abile, ed utile sia per il governo interno dello stato pontificio, altrettanto pensa troppo minuta- mente, fondandosi appunto su gli antichi principj di quella corte. Da qui poi ne derivano le frapposte difficoltä al concordato, ed a tutto il rimanente. In mezzo a queste circostanze le insinuazioni, e impulsi di V. A. a monsig. vescovo non potranno che sempre produrre buon effetto, giacche ha riconosciuto dalia real clemenza, ed intercessoria di S. M. Ia cattedra che cuopre. Non ho avuto da questo prelato alcuna ulteriore notizia in iscritto, perché avendomi qui spedito il fiscale di quella curia vescovile, mi trovo d’aver giä significati all’A. V. i riscontri, ehe mi ha portato in voce, ma procurerö opportunamente d’avere suile mie proposte, ehe mi favorisca di risposta con lettera, ehe poi comunichero all’A. V., come sempre farö d’ogni occorrenza, secondo vuole 1’obbligomio; e coi maggior rispetto, e somma venerazione ho 1’onore di reffermarmi di Vostra Altezza . . . 57. Firmian an Kaunitz, am 1. Juni 1765. Die Antwort des Bischofs von Como auf die Aufforderung des Statthalters, in Rom auch von seiner Seite auf den Abschluß des Konkordates zu drängen,