Gabler Dénes: Kereskedők Sallában 1. Comenrcianti Di Salla 1. (Zalalövő öröksége 3. Zalalövő, 2005)
ferenza notevole dal punto di vista economico, e rispecchiano il fatto altrimenti logico, che il prezzo delle terre sigillate per le spese del trasporto doveva essere molto più alto nelle province danubiane, che nella valle del Reno. Questa differenza - öltre le spese del trasporto - fu causata dalle altissime tasse doganali. Nel caso di trasporto dalia regioné doganale delle province occidentali (quadragesima Galliarum et Hispaniarum) a quella delle province danubiane (publicum portorium Illyricí) la tassa doganale fu 12,5% (octavo), che influenzává notevolmente la zona di diffusione di certe merci. Ad esempio le più antiche ceramiche della Gallia méridionale non si diffondevano öltre i confini (il fiume Inn) della regioné doganale dell'Illirico, mentre le merci coeve (cioè dell'epoca claudio-flavia) dell'Italia mancavano a Ovest di questo fiume. Con la dogana si voleva garantire l'approvigionamento continuo dei due grandi gruppi dell'esercito, quello del Reno e quello dell'area danubiana, ed eliminate la penuria eventuale di merci, causata dalle ordinazioni contemporanee. La differenza dei prezzi, che aumenta proporzionalmente con la distanza, è provata anche dal numero basso dei corredi tombali di terra sigillata nelle necropoli della Pannónia. Non si mettevano volentieri queste terre sigillate care nella tomba, accanto al defunto, benché il rito funerale prescrisse le offerte alla persona morta. Mentre nella regioné renana oppure nella Gallia Belgica non era raro, che si metteva un intero servizio di terra sigillata nella tomba, nella nostra provincia - non contando i tumuli sempre ricchi di corredi del Norico e della Pannónia occidentale - troviamo raramente delle terre sigillate tra i reperti degli scavi delle necropoli. Anche nelle necropoli delle città romanizzate lungo la Via d'Ambra, corne Savaria o Scarbantia, si trovano raramente vasellami di terra sigillata. Questo fenomeno archeologico è la proiezione delle condizioni del mercato. Non sono rari neanchc i casi, quando si deponeva un vasellame rotto nella tomba, mentre le ceramiche di produzione pannonica sono intatte tra i corredi. Per quanto riguarda il percorso della merce, resta aperta la domanda, se il commerciante, che riceveva la merce dall'officina, la rimettesse direttamente alla clientela, corne lo possiamo immaginare in base aU'iscrizione di Magonza, oppure la merce arrivasse dai negozianti in grande aile città tramite un altro commerciante. I depositi ritrovati ad Eschenz (Svizzera), a Nijmegen (Olanda), a Corbridge ed a Wroxeter (Britannia) ci fanno pensare, che esistessero negozi di vasellami, dove venivano commerciale anche le terre sigillate. Il deposito più noto è stato ritrovato a Pompei: una scatola piena