Gabler Dénes: Kereskedők Sallában 1. Comenrcianti Di Salla 1. (Zalalövő öröksége 3. Zalalövő, 2005)
Commercio alVingrosso - commercio al minuto P er quanto riguarda la via della merce fino al consumatore, si présenta un'altra dorn anda: se le terre sigillate fossero portate dai commercianti senza un'ordinazione preliminare (come nel caso di moite altre merci), oppure carichi ordinati arrivassero nelle città e nei campi militari? Alla fine dell'età repubblicana e nell'epoca augustea - corne abbiamo già detto - i publicani ordinavano le merci dalle officine secondo il contratto fatto con la direzione dell'esercito. Come era la situazione nell'epoca successiva? Se il raeccanismo delf approvigionamento fosse stato uguale all'epoca delle campagne militari dell'età augustea, cioè i vasellami (quindi anche le terre sigillate) fossero arrivati semplicemente con il rifornimento, allora nei campi coevi, o almeno nelle fortezze vicine si dovrebbero trovare gli stessi tipi di ceramiche. Ma le esperienze ci mostrano un'immagine diversa: nell'età antonina furono portate le terre sigillate nei campi della Pannónia, per esempio ad Arrabona (Győr), ad Aquincum, anzi, anche nelle fortezze lontane di Dacia, prevalentemente dalla figlina di Lezoux, mentre nel castellum di Intercisa (Dunapentele) c'erano più merci prodotte nella valle del Reno rispetto a quelle della Gallia centrale. Sarebbe difficile far concordare lo spettro diverso delle terre sigillate nei campi coevi con l'ipotesi, che i commercianti ambulanti portassero le terre sigillate di campo in campo, e ne vendessero all'ingrosso o al minuto fino ad esaurimento. Il castellum di Ad Statuas (Ács-Vaspuszta), accanto al campo di Arrabona, fu distrutto probabilmente nel 170 d. C. (a causa della guerra marcomannosarmatica), contemporaneamente alla fortezza della foce del fiume Rába, ma nello strato di devastazione di questi campi vicini si trovano diversi reperti archeologici: ad Arrabona sono state ritrovate quasi esclusivamente delle terre sigillate di Lezoux, mentre più o meno la meta dei reperti degli strati simili di Ad Statuas è caratterizzata dalle ceramiche di Rheinzabern. Quindi il commerciante doveva trasportare le terre sigillate su ordinazione e non awiava il suo rappresentante a casaccio, senza destinazione, ad un viaggio di più di mille miglia con la merce fragile. Al trasporto delle ceramiche su ordinazione preliminare allude un'iscrizione graffita di Magonza, benché questo graffito - per il suo stato frammentario - possa essere interpretato in diversi modi. Secondo l'interpretazione di H. Klumbach, un'officina (oppure un reparto di essa) fu incaricata di