K. Palágyi Sylvia szerk.: Balácai Közlemények 2005/9. (Veszprém, 2005)

ROFFIA, ELISABETTA - SACCHI, FURIO: La villa delle „Grotte di Catullo" a Sirmione: proposta di restiUizione e analisi della decorazione architettonica

5 Un primo censimento della decorazione architettonica fu avviato da Giuliana Cavalieri Manasse e da Maria Pia Rossignani nel 1984. All'architetto Stanislaw Kaspzysiak si devono i disegni ricostruttivi di alcuni capitelli, di cui sono stati rinvenute solo minute porzioni, utilizzati a corredo del testo. 6 Lavorati in un unico blocco con il sommoscapo della colonna, presentano un'altezza di circa cm 60 e un diametro di base di circa cm 52. A questi capitelli dovrebbero essere pertinenti basi alte complessivamente cm 42, compreso l'imoscapo della colonna, con plinto lungo cm 74 e diametro con valori oscillanti tra cm 53 e cm 59. 7 A questo gruppo appartengono un esemplare completo e un frammento. Entrambi i pezzi hanno corne caratteristica macroscopica lo stadio di lavorazione, che non è portato a compimento negli elementi omamentali (nastro delle volute, decorazione del kyma ionico, ornato dei rocchetti). Questi capitelli presentano ingenti proporzioni: diametro al piano di posa superiore a cm 60, altezza di poco superiore a cm 40, lunghezza dei pulvini di circa cm 100. Le rispettive basi hanno un'altezza, calcolata dal plinto al toro superiore, di cm 37, mentre il diametro è di cm 74. 8 In De Architectura, V,9 Vitruvio teorizza sulle dimensioni e l'aspetto dei porticati doppi. L'autore considéra canonico l'impiego dell'ordine dorico in facciata, mentre per il colonnato interno consiglia l'utilizzo di colonne sormontate da capitelli ionici o corinzi. 9 L'altezza ricostruita dei capitelli si aggira attorno a cm 70, mentre il diametro attorno a cm 55. 10 Una simile soluzione è attestata nel Palazzo delle Colonne di Tolemaide, la cui facciata orientale riproduceva un finto portico costituito da semicolonne a fusto liscio, sormontate da capitelli ionici. In questi ultimi la decorazione delle spirali sui dischi frontali delle volute e le foglioline d'edera provviste di brève stelo fira echino e volute risultavano plasmate in stucco, PESCE 1950. 13. " Ricordo l'esempio offerto dai capitelli ionici non finiti della sala ipostila di Delo, nota dalle iscrizioni corne stoà di Poseidone, terminata nel 208 a.C. Le colonne ioniche dell'interno sorreggevano capitelli lasciati in una stadio di lavorazione alquanto schematico, al quale doveva sopperire un ornato ottenuto tramite l'impiego di pittura, LAURENZI 1960. 45 ss., in particolare 52. 12 Sull'utilizzo del colore nell'architettura greca e romana rinvio MELUCCO VACCARO A. ET ALII 1987: 13 CAVALIERI MANASSE 1978. 52-53., nn. 14-16., e tav. 6,2. 7,1., 7,2. 14 CAVALIERI MANASSE 1978. 58-60., n.25., tav. 10,4. 15 Inv. n. A 418. Sulla forma dell'acanto, HEILMEYER 1970. 39-40., Taf. vv. 4,2., 5,4., 10,1., 57­58., Taf. 16,4. 16 II motivo è costituito da volute a S verticali, disposte ai lati di uno stelo centrale e sorgente da un'inconsueta base, simile a un frontone dall'apice superiore aperto. Per questo decoro mi è stato possibile reperire un confronto non troppo puntuale in un capitello del ginnasio superiore di Pergamo di epoca adrianea, HEILMEYER 1970. 103., Taf. 37,2.; ROHMANN 1998. 59., B 43., Taf. 35,5. 17 Sulla decorazione architettonica dell'edificio rimando al récente studio di VISCOGLIOSI 1996. 18 HEILMEYER 1970. 63., Taf. 10,3.

Next

/
Thumbnails
Contents