A Nyíregyházi Jósa András Múzeum évkönyve 4-5. - 1961 (Nyíregyháza, 1964)
Gombás András: Delitti e punizioni nell’antico Szentmihály
illetve mezőváros volt és szabadabbnak érezte magát századokon át. Az 1809. évtől kezdődően azonban már nem tudtak megegyezni a taxára vonatkozóan a földesúri családdal. Robotos jobbágysorba kerültek és nem voltak elégedettek a jobbágysorban. A deres árnyékában még ellenállóbbakká váltak, örökös lett a nyugtalanság és megszűnt az addigi viszonylagos fegyelmezettség is. A 48-as szabadságharcig meg-megújult az ellenállás és a hatalommal való szembeszállás. Ez meglátszott a közrenden is. Az 1848. évi szabadságharc jöttével fellélegzett és lelkesen hozta meg a maga áldozatát a különböző csatatereken, mert el akarta seperni a rosszat és fiai áldozatával ki akarta érdemelni a szabadságot, mert rab nem akart lenni tovább. Gombás András DELITTI E PUNIZIONI NELL' ANTICO SZENTMIHÁLY In ogni tempo la società giudicava la gravità dei misfatti secondo la concezione sua e del suo tempo, ed anche l'opinione dei diversi strati sociali faceva delle differenze. In molti riguardi il popolo qualificava certi delitti in modo differenta dalle autorità e da altri strati sociali. Così avveniva anche a Szentmihály (San Michele), l'antico villaggio della regione di Szabolcs. Partendo dal materiale scritto di 16 anni consecutivi del secolo XIX., ma fecendo anche uso di annotazioni dei secoli XVII. e XVIII. il lavoro di ricerca fa conoscere quei delitti e le loro punizioni che secondo la concezione del tempo offendevano il sistema morale del mondo. Tanto le autorità civili quanti quelle ecclesiastiche cercavano di spaventare la gente per prevenire la perpetrazione dei delitti. Repulsiva era per esempio la vista della forca, in piedi ancora alla fine del secolo XVIII. , come pure quella della berlina e dei ceppi o ferri. Scopo preventivo avevano anche le punizioni umilianti, così l'esposizione nelle barline, il collare di ferro (jugum), la vergata, la bastonata che nel maggior numero dei casi si applicavano pubblicamente, spesso di domenica o di festa alla vista della gente che usciva in massa dalla chiesa. Pure a scopo di prevenzione chiedevano T'alba", il "reversale, agli stranieri che volevano stabilirsi nel paese, anche da malfattori che avevano già commesso un delitto e vi erano ricaduti, per impedire nuovi falli. Tanto le autorità civili quanto quelle ecclesiastiche avevano i loro organi incaricati della ricerca dei malfattori e del chiarimento dei delitti. I capi civili del comune avevano i loro "armati" (littori) con a capo il capitano mentre l'autorità ecclesiastica (calvinista) aveva gli adetti dell' "Ecclesia" ed il curatore. Da tribunale civile che emetteva le sentenze funzionava il "consiglio legale", presieduto dal suo tenente, organo giudiziario della Chiesa era invence il consistorio, composto del curatore e tre preposti, più tardi presbiteri, a capo del <-*uale stava il predicatore. Le condanne si pronunciavano dopo dibattiti fc"tnali destinati a chiarire i fatti. Punizioni erano umiliazioni di effetto morale, discipline corporali, multe, prigionia. In aggiunta anche il tribunale civile si pronunciava sulla durata della penitenza pubblica e sulle dornend 0 di perdono della Chiesa. Se il delinquente apparteneva alla nobiltà, il corpo 103