Komárom – Esztergom Megyei Múzeumok Közleményei 1. (Tata, 1968)

Az esztergomi várkápolna XIV. századi falképeinek ikonográfiai vizsgálata

ESAME ICONOGRAFICO DEGLI AFFRESCHI NELLA CAPPELLA DEL CASTELLO DI STRIGONIO A Strigonio (Esztergom), il primo centro dello Stato ungherese, negli anni 1934—1038 venne alla luce la cappella reale del castello del XII secolo, che è un capolavorc d'architettura, aderente al primo gotico di Borgogna. II santuario della cappella, andata in rovina ma 1595 durante 1'assalto dei Turchi, ha potuto essere ricostruito con le maceria nella sua construzione originale. 1 (fig. 1.) La nave della cappella era rimasta incolume in due metri di altezza tanto che sulle pareti si puo vederé la decorazione d'affrescc (fig. 3—4.). Sopra al motivo a tendaggio si vedono otto personaggi in mezza figura di stile gotico che rdsalgono al secolo XIV. Strigonio nel XIV. secolo non era più capitale sede deld're ma era centro della vita ecclesiastica, sede derarcivescovo. e accanto alia corte reale era il piu importante factore della vita culturale del paese. II re d'Unghenia nel XIV. secolo era Oaro­berto, fiigdio di Carlo Mardelio angioino, poi Luigi I. detto il Grande, fdglio di Caroberto. Questepooa si svolge nel segno delle piu strette relazioni italo-unghe­resi ohe fecondano anzitutto la nostra arte e la nostra cultura. Una delle piu impor­tanti prove delda pittura mioniuimienitale di queste strette relazioni artistiche che ci sia rimasta dopo le distruziani dei 150 anni di dominazione turca e appunto questo affresco di Strigonio. Il saggio présente si occupa deH'iconografia di queste figure. Al tempo degld scavi sa ha pensato ohe i personaggi représentât! erano profeti e sybille. 3 Per conferma si riferivano alle descrizioni di storici e di viaggiatori del Cinquecento e del Seicenfo che tutti faono menzione di dipinti representanti sybille viste nel castello di Strigonio. Queste descrizioni sono oitate nel mio saggio. Esse si liferiscono da una parte al la>to del castello,, opposto a quello dove si trova la cappella, a quello occidentale che quarda il Danubio, — dall'altra, come lo faccio osservare, Bonfiini, la cui descrizione si pou considerare la piu degna di fede, attribuisse a Giovanni Vitéz, il prélat» umaniista del secolo XV di aver fatto costruire il „santuario dele sybilile". Si tratta dunque di dipinti di sybille del Rinascimento che perirono durante le lotte con i Turchi. Bonifini précisa anche il luogo dove si trovano le sybille: „ad triclinii caput", nella parte di refettorio. Poiche il saggio si occupa dell'iconograiflia delile Sybille. Fa présente che 13 metíioevo non comosce ohe una Sybilla quella del „Dies Irae" chiamata anche Erith­rea. Nel secolo XIII compare anche la Sybilla Tibuirtina. 11 Nel secolo XV, epoca del Rinascimenito la rappresentazione dd Sybille diventa in vqga e si propaga per tutta l'Europa. Sooprone e puibblicano le „Oracula Sybïllina" del secolo II. a. C. e anche Topera di Laetantius. 12 Barbierd poi fissa anche l'apparenza delle dodici Sybille, che vengono in sequito rappresentate secondo le sue discrizioni. Ma anche nel Medioevo le profetesse pagane sono rappresentate sempre con una espessitone caratteristica da visionarie corne p. es. nei pulpitd di Giovanni Pisano a Pisa e a Pistoia (fig. 7.). Nelle figure silenziose e tranquille di Strigonio cerchiamo in­vano questo squaddo che scruta Tavvennlre. In quello che seqüe il saggio constata che i personaggi dipinita con teste scoperte sono tutti uomini, anziani e giovani. De glorie, /indicano che sono santi, l'uni co attribute il libre indica che sono insegnanti, l'essere rappresentati in fila, uguali per importanza, indica che sono collegati tra loro. H saggio suggerisce diverse ipotesi. Parla della possibilita che siano profeti o evaingelisiti e padri délia Ohiesa. Fa osservare che nel !medioevo i profeti solgono essere rappresentati per lo piu corne uomini anziani che tengono in mano striscie scritte o rotoli di scritture sui quali si leggano citati importanti dello loro profezie. Nella raffiguirazione oontemporanea di evangellisti e padri della Chise sarebbero indispensabili gíi attributi. Negdi affreschi di Strigonio tuttto questo manca. Un esiame ulterdore dimostra che seconde labitudine deiriconografia medio­evale le mezze figure della oapella di Strigonio rappresentano apostoli. Oltre ai 232

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