Alba Regia. Annales Musei Stephani Regis. – Alba Regia. Az István Király Múzeum Évkönyve. 4.-5. 1963-1964 – Szent István Király Múzeum közleményei: C sorozat (1965)

Szemle – Rundschau - Fitz Jenő: Arrabona, Arabo-, Aravisci. IV–V, 1963–64. p. 255. - Fitz Jenő: I residenti della Pannonia inferiore durante l’impero di Septimius Severus e di Elagabalus. IV–V, 1963–64. p. 255–258.

incarico di questo residente anteriormente al tempo di Elagabalus (cosi anche noi: RE Suppl. 9 [1962] 865). Perö come altrove abbiamo esposto dettaglimente (Epigraphica 23 [1961] sia l'epigrafe d'Intercisa che menziona il legato (G. Erdélyi — F. F ü 1 e p : In­tercisa I., AH 33 [1954] No 309), sia il tempo del consolato del residente, datano il tempo del suo in­carico agli anni 180—183 deirimpero di Commodus, In ogni modo l'affermazione più degna d'atten­zione del saggio è la nuova datazione dell'incaricu di residente di Q. Caecilius Rufinus Crepereianus nella Pannónia, per gli anni tea il 201—202. Benehè il nome del legato sia menzionato da tee epigrafi della Pannónia (CIL III 10407, 10415, J. Szilágyi: Arch. Ert. 78 [1951] 135), queste non rivelano più, che il residente abbia governato la Pannónia inferi­ore durante i due Augustus, durante il suo incarico la Legio IV Flavia stazionava ad Aquincum, mentre il suo altare sacrificato a Iuno Caelistis puö riferire in primo luogo all'epoca dei Severus. In base a ciô le ricerche anteriori datarono la sua attività nella Pannónia al tempo deH'impero collettivo di Seve­rus e Caracalla, (E. Ritterling: op. cit. 78—79) sebbene sugli altari sacrificati a Iuppiter e Iuno Caelestis già nomina se stesso console. In mancanza di una soluzione migliore anche noi abbiamo accet­tato questa datazione e datando il soggiorno della legio IV Flavia nelT Aquincum agli anni 206— 208 (Acta Arch. Hung. 14 [1962] 96.), abbaimo collo­cato anche il tempo del suo incarico di residente approssimativamente a questi anni. La nuova data­zione di T. Nagy pure è in relazione con lo stazio­nare in Pannónia e con la nuova datazione della legio IV Flavia. Secondo l'autore la legione di Moesia sostitui la legio II adiutrix ad Aquincum durante la seconda guerra dei Parti, dove poteva riimanere dunque al più fino alia primavera del 202. Secondo ciö L. Baebius Caecilianus, che assunse il governo della provincia nel 199, già nel 200 о al più tarda nel 201 cedette il posto a Caecilius Rufinus Crepereianus e quest'ulteriore fu quello che accolse come residente Septimius Severus nella Pan­nónia. 1 Naturalmente quest'argomentazione è basata altrettanto su supposizioni come la nostra; siccome non sorsé nessuna prova riguardo alio stazionare della legione di Singidunum ad Aquincum. Appunto per ciö riteniamo come troppo audace l'atteggiamento risoluto secondo il quale la detta legione esclusiva­mente durante la seconda guerra parti poteva sosti­tuire la legio II adiutrix. Nel riassunto della storia militare deiPepoca non abbiamo neanche solle­vato questa possibilità siccome ad Aquincum possono 1 T. Nagy in questa sua opera (28—29) ed anteriormente nel saggio d'introduzione del libro intitolato „Budapest Műem­lékei" (I monumenti di Budapest) (2 [1962] n. 282., 285.) si oc­cupa dettagliatamente delle epigrafi che eventualmente pos­sono esser messe in correlazione della visita imperiale del 202. Siccome è noto il fatto che Septimius Severus durante il suo viaggio di Pannónia è stato anche ad Aquincum, nella nostra opera che élabora questa visita (Arch. Ért. 85 [1958] 156—173) (Acta Arch. Hung. 11 [1959] 237—263) abbiamo enu­merate le epigrafi quali sebbene non siano databili, even­tualmente possono essere messe in relazione con la visita. (Vedi la valorizzazione circospetta aggiunta alle epigrafi 15—25.) L'autore invence vuole cancellare queste epigrafi in­certe dalla série delle possibilità, d'una parte indicando la nostra enumerazione come una proposta concreta, d'altra parte con la datazione risoluta delle epigrafi che non puô essere riferita al 202. Cosi egli data l'epigrafe CIL III 3518 tra Taprile del 196 e il giugno del 197, siccome „Caracalla è Caesar'. Perô questa spiegazione non è valida. La parte dell'epigrafe che riguarda Caracalla: Imp. Cae[s] M. / Aur. Antonini II... Aq]uinc[enses] publice. La sola denomina­zione imperátor Caesar contraddlce a ciô: questo titolo venne usato solo per gli imperátori sovrani ed il fatto che l'epigrafe nomina Septimius Severus corne imperatore non compromette la sua validità (Se Caracalla fosse stato Caesar l'epigrafe lo avrebbe nominate M. Aur. Antoninus Caes.) Noi vediamo la causa dell'equîvoco nel fatto che sull'epig­rafe manca il titolo Aug. di Caracalla. Perô la causa di ciô puô essere anche lo stato frammentarto della quinta riga essere dimostrate teuppe ausiliari commandatevi allô scorcio del secolo (Acta Arch. Hung. 14 [1962] 54—55), d'altra parte la legio VII Claudia (ibid. 94) prese parte ai combattimenti intorno al 200, invece daremo poca importanza al fatto che nessuna tra le legioni della Moesia superiore avrebbe preso parte alla seconda guerra dei Parti. Dunque contro il soggiorno ad Aquincum della legione di Singidunum prima del 202 non si puô obiettare risolutamente, d'altra parte è molto discutibile se la legio II adiutrix dopo il 202 sotto Septimius Severus non avrebbe abbandonato la sua guarnigione. La fine dall'epoea è compiuta dalla guerra britannica, che andö per le lunghe. Per il momento non abbiamo prove che le formazioni di Illyricum in quai misura presero parte a quesita guerra, ma difficilmente si puô concepire (e non si puô rifiutare a priori assolu­tamente), che nell'era di Severus solo in questa guerra non avrebbero ricorso airesercito di Illyricum, quando nelle regioni danubiane non c'era nessun movimento lungo le frontiere. Dunque oltre l'epoca della seconda guerra dei Parti è possible che la legio IV Flavia fosse pervenuta ad Aquincum durante la guerra britannica. Contro la datazione agli anni della seconda guerra dei Parti si puô obiettare cate­goricamente, perciô da parte nostra riteniamo come meno probabile questa possibilità. Perô i nostri dubbi possono essere appoggiati anche da ricordi che non hanno un riguardo militare. La costruzione del tempio di Deus Sol Aelagabalus e di Diana Tifatina di In­tercisa (G. Erdélyi — F. F ülep : op. cit. No. : 324—325) quale venne eseguita durante rincarico di residente di Baebius Caecilianus, la mettiamo in correlazione con la visita di Septimius Severus nella Pannónia (Acta Arch. Hung. 11 1959 240^241.), ed in base a ciô abbiamo supposto che L. Baebius Cae­cilianus nel 201—202 fosse stato ancora nel suo in­carico e probabilmente poteva essere lui che aveva accolto l'imperatore nella Pannónia. Riteniamo come audacia inmotivata supporre, che la costruzione dei due santuari di Hernesa della divinità che era in relazione molto stretta con la famiglia imperiale coincise fortuitamernte alio scorcio del secolo III. con la visita imperiale, la quale fu dappertutto pre­ceduta da costruzioni. Non si puö datare precisamente le epigrafi di Intercisa, ma nella valorizzazione di un fenomeno, simihnente non databile con precisione, devono essere ponderate anche le condizioni storiche supponibili. Non riteniamo tanto ben basata la da­tazione del soggiorno ad Aquincum della legio IV Fla vi a agli anni anteriori del 202 che a causa di ciö poteemmo rifiutare la relazione probabile tra la cosi non vediamo la ragione di ritenere Caracalla come Caesar sull'epigrafe e di datare la pietra al 108/197. Ciô che abbiamo menzionato anteriormente, non permette una data­zione più précisa tra il 198 e 209, invece non puô essere cancellata dalle epigrafi che possono essere messe in cor­relazione con la visita dell'imperatore. L'epigrafe di costru­zione a Obuda nella strada Tavasz (J. Szilágyi: BpR 15 [1950] 451.) è talmente frammentaria che non si puô cornip­letare in un modo rassicurante. Nella nostra opera già men­zionata, tra le moite possibilità abbiamo dato naturalmente quella variazione del completamento in base a cui l'epig­rafe potrebbe essere ordináta tra le epigrafi della visita imperiale. Qpando T. Nagy dalle possibilità della datazione cancella l'anno 202, parte non dall'epigrafe (da cui si scopre solo che l'uno dei cônsoli fu Caracalla) ma dalla sua propria teória: siccome al posto del nome del residente non potette incastonare Q. Caecilius Rufinus Crepereianus che aveva datato per il 202, cancellô la possibilità che il fram­mento provenga dal 202. Noi non riteniamo corne necessaria anche per l'awenire la datazione dell'epigrafe al 202, perô non vediamo nessuna ragione di non mantenere la possi­bilità della datazione oltre al 205 ed al 208, aU'anno 20J2. Siamo d'accordo che il nome di Q. Caecilius Rufinus Cre­pereianus non puô~ essere presa in considerazione nel completamento invece non siamo convinti da ciô che pot­remmo cancellare anche il nome di Baebius Caecilianus con simile risolutezza. In caso di questo residente in comp­letamento dell'epigrafe generalmente alle righe che con­tengono 24—25 lettére non mostra una difficoltà particolare. (per esempio: cos. des.) 257

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