Gelcich József–Thallóczy Lajos: Raguza és Magyarország összeköttetéseinek oklevéltára. (Budapest, 1887.)

segondo vedereti nella commission presente qua di soto pon­talmente, pregando chadaun de essi che vi voglian esser pro­picii et favorevoli quando voi exponereti le dette cose davanti la detta congregacione, et cosi con questo vi passarete con li detti signori. Poi siando insieme coadunata la detta congregacione, tegnereti modo de comparer davanti el conspetto d'essa, et vignaudo a la presentia sua, inclinaudove cum quella debita reverencia che se convien, li salutarete honoratamente per parte de li fidelissimi servitori de la sacra corona de Hongaria, rector, conseglio et zentilhomeni della cittade de Ragusa, et de poi li presenterete la lettera de credenza vi habiamo data; et presentata detta lettera, vi offerireti de voler expouer al piacer delle signorie loro quelle cose per le qual sete man­dato et quando vi sera concessa audientia sequireti a dir cosi: Reverendissimi et excelsi signori. Habbiando inteso el regimento de Ragusa, si per lettere de l'illustre governator et d' altri prelati, signori et baroni d'Ongaria, si etiamdio per publica fama della pace et tranquillitá de questo inclito et sacro regno, firmata con tutti li circumvicini, salvo che cum Turchi, ne ha recevuto et receve grandé leticia et consolacione, come fidei et precipuo membro del prefato regno, dal qual depende ogni ben et salute della detta cittade de Ragusa, et perche lo prefato rezimento de Ragusa ha inteso de questa honorandissima et celeberrima congregacione, la qual esso rezimento se rende certissimo sia celebrata per bene, honor et exaltacioue del prefato regno, me ha mandato per sapere de quelli frutti li quali reusironno d'essa congregacione, acio che se alcuna cosa nascerá et procederá dalia detta congre­gacione, la qual cada in bene, augmento, et exaltacione de questo sacro regno, ne possa per mia relacione recevere quello gaudio et consolacione che desidera la sua devocione. Appresso percbe in li tempi passati habiando el magni­fico ducha Stefano vicino della detta cittade de Ragusa, fatto, come etiam continuamente fa molte cose indebite, et non con­veniente a la bona amicitia et visinanza contra la detta cittade de Ragusa, si in occupar li confini della iurisdicion della detta cittade, si in agravar li suoi cittadini et merchadanti, cum

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