Folia archeologica 3-4.

Szabó Kálmán: Ásatási segédeszközök

326 BIBLIOGRAPHIA tedesco l'autore tratta più largamente alcune forme di vaso. Egli fa derivare i grandi vasi a forma di un urna dalla tarda età La Tène della Pannónia. Spiega la secchia a staffa e la forma della tazza greca con l'aiuto di analogie portate da domicili rumeni (Poiana, Crasani). La ceramica del domicilio di Makó prende il suo inizio nel I. secolo dopo Cristo, ma il domicilio fu abitato anche per tutto il corso del II. secolo. L'unico frammento di terra sigillata proviene da Rhein­zabern. Mihály Párducz, TRE DOMICILI NUOVI DEL' L'ETÀ ROMANA PRESSO HÓDMEZŐVÁSÁRHELY. Dolgozatok 1939, pp. 170—174., fig. 1. A Hódmező­vásárhely-Erzsébet sono rinvenute alcune buche del­l'età romana; la ceramica ivi trovata proviene dai secoli I —IV dopo Cristo. Nel territorio confinante di Hódmezővásárhely-Aranyág, in una cava di sabbione, si trovò un domicilio. Un gran vaso grigio di là accenna al I. secolo dopo Cristo. Hódmezővásárhely-Aranyág-Vidatanya. Non lontano dal luogo menzionato delle trovate è venuta alla luce una grande anfora con la bocca conica. Senza il riassunta delle anfore rinvenute nel territorio danubiano non possiamo decidere l'origine di quel bell'esemplare. Miksa Storno i TROVATE ROMANE DELLA CITTÀ INTERNA DI SOPRON, Soproni Szemle 1938, pp. 221—234. Recensione delle trovate venute alla luce in occassione della canalizzazione della città interna. Sono rinvenuti: pietre lavorate, tegole, frammenti di stuchi e di affreschi, vasi di argilla, terre sigillate, oggetti di ferro e nummi. Elemér Lovas, TROVATE SPORADICHE PRO­VENIENTI DA GYŐR, Győri Szemle 1939, pp. 178— 179. Fra essi alcuni nummi romani. — Lapide romana nel cortile della parrocchia di Kajár. — Due brocche romane, rinvenute sul Gyiirkhegy, nel possesso della maestra della posta di Kajár. Arnold Marosi, IL POPOLO DEL COMITATO DI FEJÉR E LE SUE RELAZIONI RELIGIOSE NEL TEMPO DEL REGNO ROMANO, Székesfehérvári Szemle 1939, pp. 23—37., Tav. I—IV. L'ori­gine della popolazione primitiva è data nei nomi di persone dei monumenti epigrafici trovati nel comi­tato. Ci si trovano nomi di origine celtica e illirica. La forma primitiva della loro sepoltura è quella a carro, che è caratteristica in ispecie per il Comitato di Fejér. L'autore pubblica due nuove tombe con cavallo dell'età romana da Vajta (può darsi che anche questi siano sepolture con cavallo!). Il pezzo più in­teressante fra i suppellettili della tomba è una strigile con iscrizione greca: POY0OS TAPCEYC EPOIE. I popoli immigrât/ furono: la milizia ivi commandata dalle diverse regioni e i coloni. Enumera i monu­menti epigrafici ed i monumenti di altro genere della religione romana, trovati nel comitato. Menziona final­mente i ritrovamenti paleocristiani. Arnold Marosi, I MONUMENTI DI PIETRA NEL NOSTRO MUSEO CON LE RAPPRESENTAZIONI DI ENEA, Székesfehérvári Szemle 1939, p. 41. Tratta delle due rappresentazioni di Enea, in base all'articolo di Gisella Erdélyi (Archaeologiai Értesítő 1934, p. 49 e ssg.). Arnold Marosi, L'ALTORILIEVO IN BRONZO CON SCENE BACCHICHE, TROVATO AD ADONY, Székesfehérvári Szemle 1939, pp. 41—42. Rileva le constatazióni di István Paulovics (Archaeologiai Érte­sítő 1935, p. 98.) intorno all'altorilievo del fodero di specchio, trovato ad Adony. Arnold Marosi, LUCERNE ROMANE TROVATE NEL COMITATO DI FEJÉR, Székesfehérvári Szemle 1939, p. 42. Tratta delle lucerne romane, in base allo studio di Dóra Iványi (Dissertationes Pannonicae II. 2). Arnold Marosi, MONUMENTI PALEOCRISTIANI NEL COMITATO DI FEJÉR, Székesfehérvári Szemle 1939, p. 43. Riassunto dei monumenti paleocristiani nel Comitato di Fejér, publicati nel libro memoriale di Santo Stefano (I. 1938.). Nándor Fettich, COLONIA CLAUDIA SAVARIA, Vasi Szemle 1939, pp. 113—148. Questo trattato ci offre la topografia di una delle colonie più importanti della Pannónia, cioè quella della Savaria, fondatasi sul ter­ritorio della città odierna di Szombathely, insieme con una raccolta di materiale fino all'anno 1923. Lo studio destinato originariamente per tesi di esame speciale è fornito di un introduzione e riassunto storici, classifica i dati storici locali e le trovate antiche ivi rinvenute. Non soltanto per la precisazione del posto del campi­doglio, del foro, di un arco trionfale e di altri edifici è importante l'uscita di questo lavoro, ma anche perchè le recenti ricerche topografiche di Szombathely potranno fondarsi su questo riassunto di dati sporadici. Le ri­cerche provinciali che avanzano a grandi passi, trove­ranno naturalmente molto da correggere nelle defini­zioni generali, concluse un decennio fa. Jenő Faller, SOSTAGNO E CAVA DI PIETRE ROMANI NEL COMITATO DI VESZPRÉM, Vasi Szemle 1939, pp. 294—300. L'articolo accurata­mente scritto ci offre la descrizione e la nuova interpretazione della diga di pietra del sostegno romano presso Öskii. Il sostegno già noto che si trova presso il Lago di Kikéri, acquista un nuovo significato dal fatto che il materiale facilmente lavora­bile della vicina cava romana di pietre venne traspor­tato per le acque ingrossate. Accanto alla descrizione della diga e della porta del sostegno, coperte di pietre quadre, comunica anche le osservazioni topografiche romane di un ricercatore locale che conosce bene il territorio. ALADÁR RADNÓTI Époque de la migration des peuples I. Foltiny, UN CIMETIÈRE DE L'ÉPOQUE DES AVARES À HÓDMEZŐVÁSÁRHELY—CINKUS. Dolgo­zatok. Szeged. 1939. p. 175—179. Les 12 sépultures sont très pauvres. Il faut signaler une boucle gépidé (sépulture 5). Résumé allemand p. 179.) G. L., UN RABOT PRIMITIF DES PEUPLES OURALO-ÀLTAÏQUES DANS LA HONGRIE. Annuaire du musée Déri a Debrecen. 1937. p. 131 — 133. Dans une tombe avare de Szabadka on a trouvé un objet

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