Magyar külpolitika, 1931 (12. évfolyam, 1-12. szám)

1931 / 11. szám - A felvidéki magyarság és a csehszlovák iskolapolitika. 1. [r.]

12 MAGYAR KÜT. POLITIKA 1931 november HUNGÁRIA LLOYD Itália e Ungheria Dall uno all'altro confine dell'attuale Ungheria, da oriente a occidente, ci si é fatta incontro, con aperte le braccia che protendevano alto un cuore fiammeg­giante, la nazione magiara. Essa ci ha parlato con la lingua della sua storia millenaria, additandoci la sua generosa fraternitá con la civilitá di Roma, la sua fierezza non mai domata, le sue religiose speranze. ! Da 'l'alto della cittadella di Buda, un'ora fa, in un vespero di fuoco, solcata dal suo ampio e azurro fiume aninie nostre, con la visione storica del paesaggio : cosi da formarne un tutto indistricabile. E abbiamo ripensato, allora, alla non mai doma­bile anima nazionale magiara, quale ci era apparsa dalle sue opere, dai volti e dalle parole di nomini di governo, di parlamentari. di serittori, di artisti e di tutto quanto questo popolo, che ci ha salutati con gioia fraterna. Ci siamo detti che con tali opere, tale volontá di vita civile, una nazione non puolmai morire : anzi fatal­mente, rinascere. L'Ungheria "é rinata quando il re Stefano, fra le parole allettatrici degli apostoli della scismatica e cor­rotta Bisanzio e quella dei messaggeri di ordináta e sempre viva cattolicitá religiosa, che venivano da Roma, ha cselta la seconda. Ella é stata grandé e potente quando Mattia Corvino le riadditava il rinascimento letterario e artistico deli'Itália. Nell'ordine della legge religiosa e politica di Roma, contrapposto al disordine che minaccia le vecchia Európa dall'oriente, 1'Ungheria dovrá, tutta quanta, fatalmente, rinascere. Anzi, per quanto m'é dato di vederé oggi, essa sta giá rinascendo. Rinascita di energie, economiche, letterarie, artis­tiche e sociali, significa preludio di rinascita politica. Quod est in votis di tutti coloro che, öltre al rispondere con schietta amicizia alla leale amicizia dei Magiari, fortemente vogliono che 1'Európa risia terra di supe­riore civilitá occidentale : cioé romána. Antonio Cippico olasz szenátor, e cikk írója, aki pár évvel ezelőtt az olasz parlament küldöttségét Magyarországba vezette regale, ci é apparsa la Cittá nata su dalle vittorie contro genti antiche barbáré. — Dall'una riva ah', altra, lunghe catene di ponti, univano, nella carezza aurea del sole occiduo : grandi monumenti della storia e della glória dei Magiari. Eugenio die Savoia, a cavallo dinanzi al Palazzo dei Re, additava alla Catedrale di Stefano Santo. Dietro a lui in un incendio, svettavabo le cuspidi gotiche della chiesa di Mattia Corvino. Le cento cupole patinate di color d'erba primaverile, del Palazzo Reale si contrapponevano alle cupole svelte e fosche del Par­lament o (il piu bel parlamento che sia oggi nel mondó). Ftimigavano sull'orizzonte, öltre l'isola di Santa Margherita, i sobborghi delle industrie. II vento portava quella caligine temprata dell'oro del tramonto, a velare di melanconia Pest, chiusa nel dedalo delle sue vie e delle sue piazze. Velata di violetto, di lá di essá, s'esten­devano senza quasi mai fine le pianure turaniche. Spettacolo di belezza indimenticabile, di energia secolare, di volontá bene contenuta. Nessuna capitale del mondó moderno ci é mai apparsa daü'alto in tutta la sua totalitá, con ogni particolare della sua varia architettura, come questa capitale dei Magiari nel ves­pero di questa sera. La visione estetica, si é per necessitá, confusa nelle nduslriali e Commercianti RIYWZIONIKL50J WVlftJK!*?*/ Partecipate e v i s i t a t e il piü grandé Mercalo D'ltalia

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