VJESNIK 1. (ZAGREB, 1913.)

Strana - SVESKA 3. - 191

191 padre nell quale caso la successione toccava a esso constituto. Oltre che in quelle parti non si tiene conto, che un Gran Signore faccia amazzare li suoi fratelli minori, però che dica la verità, tanto più, che il modo raccontato della fuga non è verisimile, e pare una menzogna. Oltre che havendo esso constituto detto, che partita la madre di Ma­nissa con esso constituto, con le due serue et con 1' eunuco, si sparse voce che esso constituto non fusse morto, ma vivesse, nel qual caso si può giustamente credere, che sultan Maometto come burlato havesse usata ogni diligenza esquisitissima per ritrovare il fanciullo trafugato et la madre. Et dare castigo esemplare a chi vi hauesse tenuto mano e riccevuto il figlio come cosa sua e propria carne. Né 1' eunuco ha­vendo fatta una simile manifatura e burlato il Gran Signore saria ri­tornato alla Porta. Ne manco tratenutossi in alcuna parte sottoposta al Gran Signore per non essere severamente castigato dalla giustitia, come ne anche la madre di esso constituto si saria assicurata di stare in Tessalonia, dove dice essere anco di presente, se hauesse ingannato il suo Gran Signore e poteva molto bene sapere, che egli havrebbe havuto le braccia longhe e larghe, et ogni potenza per ritrovare questa manifatura, e castigare anche lei principalmente la quale diligenza hav­rebbe in particolare usata doppo la morte di sultan Mustafa primoge­nito, acciò il regno capitasse in mano di chi doveva. Rispose: Il Gran Signore non poteva fare questo perche non sa­peva ne poteva sapere cosa alcuna ne di mia madre, ne di me. Dettoli che li condutieri della barcha da Manissa a Miclon ne potevano dare cognitione a sufficienza, et anche qualche parte il Greco in casa di' chi stesse esso constituto in Manissa. Et che 1' episcopo stesso di Cassandria ne haueria data notitia al Gran Signore, espera­tone assai per darli nuova di essersi ritrovato un suo figlio secondo genito, et che non è da credere, che se fusse vero quello, che esso constituto hà detto, il detto episcopo non 1' hauesse revelato al Gran Signore, come anche 1' havrebbe revelato il maestro senza saputa del episcopo. Rispose : Io ho detto quello che e la verità, et a me non importa, che mi sia creduto o non di essere figlio del sudetto sultan Maometto. Domandato se in Praga, dove é stato luogo tanto vicino a paesi del Gran Signore de' Turchi hà detto d' essere figlio del sudetto sultan Maometto, e se quivi è stato chiarito et conosciuto per tale. Rispose: Io sono stato sette mesi, hò parlato col interprete dell' imperatore, dal quale mi pare, che io sia stato conosciuto per tale, quale ho detto, et dico d'essere. Domandato perche caggione si sia partito di la, et a spese di chi si sia trafenuto tanto tempo in detta città.

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