VJESNIK 1. (ZAGREB, 1913.)
Strana - SVESKA 3. - 188
188 Domandato sopra di che fondi questa speranza dei soleuamento dello stato del Gran Turco, quando non ha ne amicitia ne cognitione con persona alcuna di conto in quelle parti, et che non ui é chi pure habbia sentore del caso suo> et che quando veramente fusse fratello del Gran Signore non li sarebbe creduto senza riscontri, li quali non vi sono. Rispose: Ho havuto questa credenza. Dettoli che l'armata del Gran Duca non è tale, che senza appoggio di persone dello stato del Turco possa mettere in conguasso le cose di quel Signore, ne causarli solevamento, o disturbo notabile, però che dica più liberamente qualche sia il pensiero suo, et come creda potere dannificare notabilmente detto Gran Signore. Rispose: Io non ho pensiero con l'armi del Gran Duca di mettere in scompiglio lo stato del Gran Signore, ma si bene penso, che mi possino lare scala a qualche- cosa, è più tosto con le buone, che altrimenti, et con amorevolezza crederei di dare danno al mio fratello e recuperare il mio. Domandato se li vasseli del Gran Duca si potriano accostare a Corrone senza risico d'essere dannifìcati, e forse di restare prigioni. Rispose: Non ui si potriano accostare senza pericolo, et io non vorei, che ui si accostassero tanto, che potessero essere offesi, ma stessero alla larga, e lasciassero negotiare a me con lettere e messi, e se trovassi da potere fare il fatto mio lo farei, altrimenti me ne tornarei adrieto con li medesimi vascelli. Domandato quando elli potessi con qualche maniera venire Signore del regno Ottomanno, come volesse vivere e trattare con li Christiani. Rispose : Io non potrei in apparenza vivere alla Christiana, ma solamente sarei Christiano intrinsecamente, e li Turchi li lasciarci 'in modo loro, e farei bene si chi hauesse aiutato me, e non sarei mai ingrato. Et essendo di gran notte fu chiamato Y esamine et imposto silentio. Nastavak istrage dne 25. aprila 1609. Constituto personalmente nello studio del prefatto molto magnifico et eccellentissimo signore Pietro Cavallo, auditore fiscale: Sultan Jâsâ, soprascritto con la presenza, et assistenza di Cosimo di Elesse interprette come sopra, et dato all' uno et all' atro il giuramento di dire la verità, et di bene interpretare come sopra. Domandato di che età fusse sultan Maometto quando per la morte di sultan Moratto suo padre successe Gran Signore de Turchi. Rispose ; Sultan Maometto mio padre quando parti di Manissa per andare a Con^ stantinopoli a pigliare la Signoria per la morte di sultan Moratto suo padre poteva essere d'anni trenta in circa, et haueva la barba longa nera, et era beli' huomo, et il più bello, che sia stato tra li Signori -de' Turchi.