VJESNIK 1. (ZAGREB, 1913.)

Strana - SVESKA 3. - 183

183 in casa dì un greco chiamato Lefter, e poi sendosi per vero, che io fussi morto, col mezzo delli detti eunuco et greco fui messo in un vassello con mia madre, e due serve di dodici che ne haveva. Fin­gendo detta mia madre di volere andare un poco a spasso intorno alla marina a lavarsi ad una delle stufe, che vi sono, et quando fummo in barcha nella quale era ancora f eunuco, che si chiamana Asta Me­émett tirammo alla volta della Morea, dove arrivammo in tré o quatro giorni, e sbarcammo à Miclon, dove stemmo mia madre, le due serve et io un' anno. Et F eunuco se ne andò a Macedonia, di dove tornò apunto sul fine dell' anno, e ci levò da Miclon, e ci condusse in Ma­cedonia in una città, che si chiama Seres, dove vi era un episcopo di Cassandria, al quale mia madre manifestò, che io ero figlio del Gran Signore sultan Maumetto, 1 ) et detto episcopo mi consegnò ad un mae­stro, che mi insegno legere et scrivere in greco, et detta mia madre doppo un mese in circa se ne andò in Tassaloriia nel monastero, dove di presente si ritrova, et io stetti in Macedonia nove anni in circa. Domandato da chi gli erano suministrati gli alimenti, et altre spese necessarie per il mantenimento della vita humana mentre con la madre stette in la Morea et poi in Macedonia tanto tempo. Rispose: Mia madre haveva gran denari da potere fare tutte le spese necessarie, perche quando fugi di Manissa portò seco tutte le sue gioie et cose di prezo. Domandato che giuditio si fece in Manissa quando si vede che la madre di esso constituto artificiosamente si era fugita con due serve, un eunuco et esso constituto. Rispose : Si disse, che io figlio del Gran Sultan Maometto ero vivo e non morto, come prima si era detto. Domandato di che età poteva essere detto constituto quando fugi di Manissa con la madre. Rispose : Potevo hauere da otto anni in circa, et conoscevo mia madre, e sapevo, che mi havevano trafugato. Domandato come potessero la madre et esso constituto stare si­curi nella Morea a Miclon tanto vicino a Manissa, et che non temes­sero, che questa fuga et inganno penetrasse agli orecchi del Gran Si­gnore, il quale hauesse voluto saperne il vero come conveniva. Rispose: Mia madre stava in habito da monacha, et io da clerico di nero, e mia madre parlava in lingua greca, et io con lei parlavo turchesco. Domandato quanta distanza sia da Miclone a Macedonia. Rispose : Vi sono diciasette giornate per terra. Domandato se esso con sua madre quando partirno da Miclon per Macedonia andorno per mare o per terra, e se a piedi, o a cavallo o altrimenti. Rispose: Andamo per aqua da Miclon sino a Gitun, et il *) u originalu tako napisano.

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