VJESNIK 12. (ZAGREB, 1910.)
Strana - 88
88 Sono contentissimi e parchissimi nel vivere, fuoriche nelle feste et alcune solemnità loro, nelle qualli danno in ecessi e quasi per giorni intieri non si leuano de tavola. Li maggiori diffetti tra di loro sono la rapina e la uendetta. Non tengono per peccato rubbar al Turco, dal quale li sono stati occupati tutti li beni loro. Non si rimettono 1' offese tra di loro, se non o con 1' effusione del sangue nemico, o con 1' aggiustamento del danaro seguito per mezo di uenti quatro arbitri in conformità d' una legge di Stefano Nemagna già imperatore della Seruia. E voglio credere, che questi diffeti tra di loro hanno fatto radice per non essere coltivati da sacerdoti. Quelli preti non celebrano se non nelle solennità maggiori solamente e nel giorno del santo titolare. La predica della parola di Dio non è in uso, ne Y istruzione della dottrina christiania, e perciò nelle ville intiere a pena si trouarà uno, che sappi 1' oratione dominiche e il simbolo, e quanti siano le comandamenti della legge di Dio o li sacramenti; non sanno n' anco li preti medesimi. Non solo non estorbano a rimettere 1' offese, ma se son interessati fanno li capi della fattione, e sono li primi alla vendetta. In artiticolo mortis li communicano talmente senza premettere la confesione. Nè li confessano, se non una volta all' anno, e quella mattina a punto, che li vogliono communicare. Uno di calogieri uenuti meco, m' ha attestato, che fra tante persone, c' ha confessato nell' estremità della vita, non hà trovato n' anco uno, eh' in tutti li suoi giorni habbi fatto confessione intiera. Il che proviene si perchè quelli preti non usano diligenza donuta si anco perchè li secolari dubitano della revelatione occorsa alquante uolte. In oltre cosi li preti come altri calogieri sono tant' ottusi, che non sanno fare distintione fra le scritture sacre e profane, canoniche e private, approvate dalla chtesa et apocrife. Dal eh' imbevano infiniti errori tenendo tutte quelle fintioni, che trovano scritte nelli libri loro da autori reprovati per propositioni di fede. E di qua anco è nato il abhorimento della fede latina, contro la quale legono diverse favole già inventate da Greci. Parimente non conoscono differenza tra il rito e la fede, et dalla diversità del rito argomontano la diversità della fede, et e contra dall' identità del rito 1' identità della fede. E però qualsivoglia persona se ben' erasse nelli dogmi di fede, pure che conuenisse nel rito loro lo terrebbero per orthodoxo. E qualunque alteratione di rito stimano mutatione di fede, quindi è, che li Latini sono tenuti da loro per immutatoli della fede nuova, hauendo imbevuta quell opinione, c' habbiamo mutato la fede, e che nella chiesa primitiva a Roma, e nell' occidente anco si fusse osservato il rito orientale. Non apprendono differenza tra il peccato mortale e ueniale, ne tra li precetti divini et humani, naturali e positivi. Dalche nascono moltissimi inconuenienti.