ARHIVSKI VJESNIK 19-20. (ZAGREB, 1976-1977.)

Strana - 80

Le antiche foreste un dì vestite di abeti e di quercie sono totalmente distrutte, ed i monti presentano quasi da per tutto una nuda ossatura. Man­cate le foreste il buon terreno de'monti si smosse, i pascoli inpoverirono, creb­be l'ostinata aridità del clima, le sicità quasi annualmente vi conseguitano, le irruzioni delle correnti si moltiplano nel verno,vari prodotti secondari di prima sono più desiderati, e la pescagione lungo il litorale e le isole dovunque meno abbondante. Il governo delle api, che un dì arrichiva alcune famiglie delle isole è ora nel massimo deprimento per la mancanza di pastura che offrivano i boschi, pel difetto di acque in occasione delle ordinarie sicità. Al litorale e nelle isole si stese in vero l'influenza della civiltà a merito monche altro dei commerci, e di communicazioni coll'estero; le popolazioni sono più operose, ma tuttavia abbisognano di buone guide, e di utili amaestramenti. Quelle del montano sono tuttavia nella quasi primitiva rozzezza nè deve ciò recare sorpresa, col riflesso, che poste a contatto di altro popolo d'indole eguale,fiere e mancate d'ogni coltura,tennero sempre a vile qualunque altra coltura.che dal maneggio delle armi le avesse allontanate. A dirozzare la classe importante degli agricoltori non curanti dell'im­portanza del lavoro e della attività,restii dovunque alla voce del padrone ed a quelle pratiche agrarie che ad entrambi sarebbero di utilità l'opera dé cu­ratori spirituali,istruzione popolare più estesa, varebbero infinitamente,allon­tanandole principalmente dall'ozio, prima fonte de'vizi. Lo stabilimento delle società agronomiche nel Circolo.ha incominciato a spargere lumi a promuovere le necessarie cognizioni di ecconomia rurale,ma varrebbero essere fornite di mezzi per l'attuazione di campi modelli.e per l'esercizio di quelle pratiche,che toccando materialmente ai sensi del rustico son più efficaci di qualunque teoria. Malgrado le accennate condizioni della nostra agricoltura pastorizia e boschi possiamo a termine medio rappresentare le seguenti annuali produzioni in tutta l'estesa del Circolo. 27 Prima di chiudere questo capitolo dovremo ricordare due produzioni importantissime dell'agricoltura.che ove venissero protette e regolate potre­bbero esse sole arrichire non solo il Circolo nostro, ma eziandio l'intera Pro­vincia, produzioni che sarebbero altresì favorite dal suolo e dal clima. Vogliamo parlare del tabacco e dei bacchi da seta. La coltura del tabacco per noi sarebbe facile, di poco dispendio, ed uber­tosisima. Poco diferenti sono le circostanze del clima nostro da quello dell'isola di Cuba, quasi eguali a quelle della Virginia, se si eccetui, che in certi mesi della state il calore è più acuto qui da noi, per cui anche la forza del nostro tabacco dovrebb'esser maggiore di quella del tabacco della Virginia. L'esperienzt dei tempi andati, nè quali nella vicina Poglizza era libera e permessa la piantagione dè tabacchi,un vretene di terreno piantato offriva il prodotto in valore di 80 a 100 fiorini. Pressoché eguale risultato si otteneva nei territori di Verlika e Dernis in qualità eccellenti,che superavano quelle di Scutari, Dulcigno e Durazzo,ed in raccolt'ordinaria abbondantissimo. " Na ovom mjestu u tekstu je bio tabelarni prikaz, koji je ispušten iz teksta a nije donesen ni u tabelarnim prilozima, jer postoji mnogo pouzdaniji iz god. 1854.—56, koij je donesen u tabeli br. III. 80

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