ARHIVSKI VJESNIK 19-20. (ZAGREB, 1976-1977.)

Strana - 342

Sommario MATIJA IVANIĆ — IL DUCA JANKO E LA LOTTA CENTENARIA DEI PLEBEI DI LESINA PER I DIRITTI POLITICI Esponendo all'inizio del trattato il problema essenziale, l'autore ritiene, che il trattato scientifico sulla sommossa di Ivanić non è ancora iniziata nella nostra storiografia. L'origine di questo fenomeno è dovuta inanzitutto alla mancanza di uno studio teorico nella letteratura sulle insurrezioni dei contadini e dei plebei in genere ed in particolare sulla sommossa di Ivanić. L'autore offre in seguito un breve sommario della storiografia da S. Ljubić (1864) fino ai nostri giorni e dopo presenta come la questione viene esaminata dagli storici della litteratura da Racki in poi, come si comportavano gli scrittori contempo­ranei di Lesina, P. Hektorović e V. Priboj evie, di fronte al movimento popolare. Nel secondo capitolo — Le Fonti vecchie e nouve — sono state esaminate le fonti principali in tal modo che l'autore richiami l'attenzione in particolare sul ragusino Ludovico Tubero Cerva il guale, anche se contemporaneo di Iva­nić, non è stato da nessuno ancora giudicato come il fonte storico per la som­mossa. I nuovi documenti su Ivanić sono stati pubblicati da G. Novak, M. Niko­lanci e J. Stipišić cosiché anche loro vengono menzionati in questo trattato. Dato che l'autore ritiene che i movimenti sociaili in Dalmazia possono essere compresi solo dopo uno studio approfondito del comune dalmata, egli offre in seguito del trattato un'imagine sulla struttura della vitia economica, sociale e politica del comune dalmato nel Medio Evo. Qui viene rilevata in particolare la democrazia esistente nella strutura interna del comune che non conosce le differenze legali tra le classi economicamente e socialmente diverse. Per dare un giudizio sul carattere dei movimenti sociali è molto importante il fatto che il comune stesso ha il potere giudiziario su tutti i suoi cittadini, di conseguenza non c'è il domino nel senso legale da uomo su uomo cioè il rap­porto feudale. L'eguaglianza dei cittadini nel senso legale influisce, positiva­mente anche sui rapporti economici perché non esiste l'invidia da parte dei contadini di fronte alla richezza dei feudalari. Solo la possessione del capitale rappresenta la condizione fondamentale per assicurare lo sviluppo della vita economica. Perciò nel comune dalmato viene riconosciuto a tutti i cittadini il diritto di svolgere qualsiasi attività senza dire privilegi né a feudatari né a contadini. La conseguenza di una tale struttura economica si manifesta anche nelle sommosse sociali; il motivo prin­cipale di esse non è più quindi la rivendicazione dell'eguaglianza economica o sociale ma il movente dei numerosi tumulti diventa la lotta per i diritti politici tra i plebei ed i patrizi. Questa lotta si diffonde nei comuni isolani, come per esempio quello di Lesina, su tutta la comunità insulare, perché i membri del comune e quelli del Consiglio abitano non soltanto nella capitale ma anche fuori di essa. L'esempio di alcuni comuni dalmati, come pure lo sviluppo del comune di Lesina, Lissa, che l'autore studia dalla fine del XIII secolo fino alla sommossa di Ivanić, dimostra che si tratta appunto di tali contradizioni. Seguendo perciò lo sviluppo del comune di Lesina —Lissa* fino all'inizio del XVI secolo, l'autore constata che pian piano si stanno creando le condizioni prime perché Cittavecchia ridiventi metropoli. Questa città si sta liberando dal' autorità del giudice di Lesina ed assume un'importanza particolare assicuran­do i corpi di guardia costiera e terrestre; da questa parte dell'isola vengono prescelti anche gli arcieri per il servizio sulle galee. Quindi, alla vigilia della sommosa di Ivanić, le funzioni militari si trovano quasi esclusivamente tra le mani degli isolani e specie quelli abitante fuori la città di Lesina, mentre quest'ultima nello stesso tempo diventa inespugnabile per gli abitanti degli altri comuni e gli forestieri. 342

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