Molnár Antal: Egy raguzai kereskedőtársaság a hódolt Budán - Források Budapest közép- és kora újkori történetéhez 2. (Budapest, 2009)
Dokumentumok - III. A társaság működésével és felszámolásával kapcsolatos dokumentumok
302 In den vergangenen Tagen brachte ihm Marino Mechanagi vom Adressaten zwei tezkere und einen türkischen Brief bzw. noch eine tezkere durch einen gewissen Karaluk. Diese schickt der Briefschreiber zurück, weil er nicht gewillt ist, über sie eine Quittung auszustellen. Er behält nur einen fetva, die er vielleicht noch braucht. Aber wenn der Adressat diese braucht, dann schickt er auch sie. Er bittet den Adressaten noch einmal, dass ihn die Erbschaftsverwalter entbinden, damit er sich von den hiesigen Türken befreien kann, die ihn ansonsten nicht aus Ofen weglassen. DAD Diversa de Foris voi 12. föl. 78v-79v. [Die 28. április 1604.] Ad instantiam ser Vladislai Marini di Bona et sociorum conservatorum bonorum quondam ser Marini de Buchia hic infra erit registrata infrascripta lettera ser Seraphini Zamagno de consensu ser Francisci eius fratris et advocati, tenoris. Extra. Al molto magnifico signor il ser Scipion Michele di Bona mio affettuosissimo. In Ragusa. Intus. A dì 16 d’agosto 1593. In Buda. Magnifico. Vi ho scritto per via di Belgradi sotto li 29 del passato, di poi non havendo vostre, non so che dirvi altro, salvo pregarvi che mi vogliate liberar di questi vostri negocii, poiché non posso riuscire a darvi del tutto satisfattione a pieno. Et intendo che cosa voi dite, io non stare più qui alli vostri servitii, che non mi basta per liberarmi la vostra sol parola, ma in quel modo, col qual sono entrato, in quel modo debbo uscire. Però altrimente non mi lassano, et tutti li danni et interessi, che mi potranno di qua nell’avvenir accadere, ve li protesto correre sopra di voi. Però ivi mandate lettere di cotesti signori per questo bassa et cadi che a me havete privato di procuratione. Et che poi voi farete il meglio, che vi pare, o mandarete altre persone per finir questi negocii, overo voi stesso venirete, come vi torna più commodo. Salvo questo per certo vi so dire che voi haverete in breve costà creditori, che verranno domandar il suo, poiché da voi non si ha potuto haver alcuno minimo soccorso, quando si poteva rimediare ad ogni cosa, et hora non vi è possibile che vi serva per governo. Li giorni passati mi portò qui da voi Marino Mechanagi, come vi ho scritto, due teschere et una lettera in turchesco et di più una teschera per mano di uno certo Caraluk. Le qual hora per il presente Mehanagi, poiché richiedeva di ciò riceuta, ve li rimando, che costà ve li debba riportare per non essere né in ciò obligato, salvo rimane qui una fetva, che la ho ritenuta, parendomi alquanto esser per me al proposito, et la detta se la demandarete, ve la mandarò. Pur vi prego, che da parte di cotesti conservatori sia liberato ampiamente et datomi qui chiarezza, acciochè da questi turchi per mezo loro me ne possi liberar, che altrimente non mi lassano partir. Né altro per adesso vi posso meglio dire, che ricercarvi dette chiarezze. Et Dio da mal vi guardi. Vostro affettuosissimo Seraphino Zamagno.