Molnár Antal: Egy raguzai kereskedőtársaság a hódolt Budán - Források Budapest közép- és kora újkori történetéhez 2. (Budapest, 2009)
Dokumentumok - III. A társaság működésével és felszámolásával kapcsolatos dokumentumok
262 inviolabilmente, ma fedelmente con tutto il potere et animo et effetti. Tenendo me sempre di tutto avisato per ogni passaggio e per via di Belgradi et per via di Bosna, cioè per via di Bosna cioè per via di Belgradi per mano di Luca di Polo et Marco di Giovanni et compagni, et per via di Saraevo per mano di Nicolò di Vincenzo Grego, sempre indrizando le lettere vostre per me a loro, pregandoli voi che gli mandino a me con quella maggior cura, che gli sarà possibile, ordinandogli che me gli mandino con corriero a posta alle spese mie, provedendoli voi pigliando da Bucchia i denari per spese di corrieri e non dando il Bucchia, né volendo provedere mandar li denari, il che non credo che mancarà, e voi li ordinarete che si vaglino qui da me, che ciò tutto pagarò qui acchi ordinarano loro cortesemente, overo li farò pagar dalli altri, li spesi denari a loro persone proprie lì dove si trovan senza alcun fatto, né dimora, e così sempre voi li direte per le vostre, acusandoli questo mio ordine, pregandoli che non mancasseno da veri mia amici, come mi sono. E così gionte che sarete con l’aviso di Dio in persona in Budimo, andarete a dì lungo subito in alogiamento in casa e botega mia in Budimo, in la qual sta et habita messer Marino di Bucchia, et con esso starete alla tavola e spesa da fratelli, che lui vi farà le spese del vitto, et li servitori vi serviranno nelli bisogni vostri tanto te quanto Marino, perchè Marino è mio compagno, e li servitori sua sono mia, quanto sua, et vi doverà ricognoscere quanto me, perchè vi mando a stare con esso in loco mio, e così per una mia lettera che hoggi aperta vi ho dato per detto Bucchia gli sia scrito e monito che non manchi in tutto e per tutto, che sono certo non dovevano mancare né Marino né servitori, maxime quando dal Bucchia gli sarà comendato, poiché anche da me gli è ordinato e monito. E così poiché alogiato a bon salvamento in casa sua overo mia in Budimo sarete, gli direte che io vi ho mandato a posta in loco mio et in loco della persona mia, a persuaderlo et attendere attorno di lui di suplire alli mancamenti sua, che sin hora ha mancato e di non disordinar in avenire come squasi in tutto ha disordinato, tanto inli negocii mercantili, quanto nelli avisi, et altro procedere et vivere et negociar suo. Et massime che non dia a persona di nessuna sorte né robba né danari a credenza, et quel che ha dato sopra di lui, et contra dovere et contra commission mia, che attenda riscotere, tenendo tutta quella diligenza sarà possibile. Procurando a tutto vostro potere atorno di detto messer Marino di Bucchia, che atenda di mandar quanto prima denari per pagar a tutti nostri creditori, perchè qui dobbiamo per resto et in Italia da ducati diecimila d’oro come per più mie se gli è scritto. Et è peggio che quanto più si va inanti, tanto si acresce il nostro debito, perchè per iudeo che per drappi siam debitori mandati a Bucchia, tanto maggior interesse ci va, atento come lui sa benissimo che si tengono da tanti anni in qua a cambii et recambii, che persino hora per solo interesse dobbiamo da scudi dua mila d’oro per non havere mai voluto mandare il Bucchia denari da Buda, con tutto che sempre prometeva, et mai mandò, che questo suo disordene non solo ci ha dato di gran danno, ma disonore et ruina, e senza alcuna mia colpa. E così vedendo questi nostri creditori di qua che il Bucchia non manda denari da tanto tempo, volendomi molestare con imprigionarmi et sentenziarmi con volermi far