Molnár Antal: Egy raguzai kereskedőtársaság a hódolt Budán - Források Budapest közép- és kora újkori történetéhez 2. (Budapest, 2009)
Dokumentumok - III. A társaság működésével és felszámolásával kapcsolatos dokumentumok
254 concedesse farci portarmi di Saraglio o dua panni o tante sete per recuperarmi della spesa del viaggio sino qui, che mi ha agravato. E li giuro per santi e sacri Dei Euangelii haverne speso poco meno di cinquanta talari, et ho patito di assai nella propria persona, siavi per aviso e risposta per mio governo. Di vostra signoria vero affettuosissimo servitore Michele Piero Sorgo a Budim. [3.] Suprascriptum. Al molto magnifico signore e padrone mio osservandissimo il ser Scipione Michele de Bona a Ragusa a posta. Intus. JHS Maria 1591 a dì 8 di giugno a Budimo. Molto magnifico mio signore e padrone osservandissimo. Ultima mia vi ho scritto ier sera al serar della città. Capitò qui Joseffo servitore mandato da Belgradi con lettere di primo corrente per darmi la malissima nova della morte del detto ser Marino Luca de Bucchia per ancor qui non manifestata. Alla venuta del quale subito me ne impoterai delle chiavi di botega e sigilai la camera sua e il suo scritorino, e mattina seguente feci l’inclusi aventarii solo delle robbe sono nella botega con haveme havuto la maggior cura sopra le scriture e li libri, delli quali libri al presente io sono padrone. E così di subito con ogni prestezza racolsi i servitori, e volsi farne l’alligata nota delli debiti di detto ser Marino, per la quale vederete, quanto deve a chi e come, e gl’inventarii quello si trova nel camera e più presto più che meno. E per darci ciò presto a sapere, essendo così della principal importanza, mi è parso con le presenti lettere mandar a Belgradi a posta Joseffo sopradetto con ordine che di subito non guardando spesa di sorte alcuna vi siano mandate per corieri a posta, e così credo non mancaran da fare per aviso. E di subito ho fatto che i servitori vadino far forza intorno li debitori, e vedo fanno poco profitto per aviso. Intendo come detto quondam ser Marino a Belgradi havendo alogiato in casa di traditor di mio fratello Orsato, e che tutti i denari ha havuto, han spartito ciò Orsato detto e Luca e Marco e compagni per alcune loro pretensioni, però vostra signoria aprà li occhi sopra di ciò, perchè detto ser Marino non è stato obligato né a uno né ad altro per nessuna scritura. Ma essi Than mandato per loro beneficio vender qui, massime detto ser Orsato l’ha mandato all’acomandita, sicome posso mostrare per sua lettere a tempo e loco, e brazza trecento venti di rasi mandò qui, e gli tolsi io, li quali per ancor sono in essere in poter mio, né mai per essi ha havuto scritto, ma per esser un ladro et assissino ha voluto pagarsi. Però vostra signoria non si lassi a così asissinare, ma facisi tornare i denari, come al più ansiate creditore, perchè tal pagamento non [è] se non in sé, e quasi senza suo contentimento stante la riferta di detto Joseffo servitore, siavi per aviso e governo. Inferius Delli crediti di detto ser Marino non vi so dir altro, solo che ho preso in mia custodia tutti i libri, li quali sono tanto confusi che credo non si alistarano in un anno,